LA SALUMERIA TRADIZIONALE ROMANA 


Tutta la linea della Salumeria tradizionale romana ha una etichetta: ‘’I Salumi di San Rocco’’.

In questa linea sono custodite le antiche ricette e il metodo di lavorazione.

icona san rocco

Tutti i prodotti sono senza allergeni, in particolare senza glutine e senza lattosio.

 

Da una grande civiltà è scaturita l’idea di riproporre il cibo semplice, essenziale  dei Romani dove sostanza, forza  e armonia sono stati il carburante della dura vita quotidiana e successivamente  delle legioni alla conquista del mondo.

Risalgono all’epoca romana il prosciutto di Bassiano, le inimitabili coppiette e i guanciali, affinati al fumo di faggio. Dai monti Lepini  venivano a Roma, come ora, le olive Gaeta e le Itrane,  e dal Lazio i formaggi a base di pecora che davano forza e vigore.

Risale invece al periodo medioevale fino a metà novecento la grande tradizione della Salumeria Romana, interpretata dai Norcini presenti in tutti i quartieri di Roma, e i prodotti più conosciuti e diffusi erano: Corallina, salsicce stagionate dolci e piccanti, coppa di testa,salamella romana, spianata romana, ventricina. E in tempi più recenti una interpretazione romana di  mortadella artigianale, salame milano, salame ungherese, prosciutto cotto, porchetta.

Tutta la linea della salumeria romana ha una etichetta: ‘’I Salumi di San Rocco’’. In questa linea sono custodite le antiche ricette e il metodo di lavorazione.

Come in epoca antica, i prodotti sono realizzati con semplicità : il sapore, piacevole e gratificante viene dalla scelta della materia prima,carne fresca di origine nazionale,  basso apporto di sale, aromi naturali, e dal tempo necessario, mai forzato, della stagionatura. Tutti i prodotti sono senza allergeni, in particolare senza glutine e senza lattosio.

Situata sulle rive del Lago Albano, Cibaria srl sorge nel luogo dove si è sviluppato il nucleo  che ha dato Il via alla civiltà latina, romana e in senso lato,  alla civiltà occidentale.

5000 anni fa a 200 metri dal luogo in cui sorge il nostro magazzino, c’era il  ‘’Villaggio delle Macine’’ l’insediamento palafitticolo più vasto d’Europa nell’età del bronzo.

Qui si esercitava la pesca, venivano fabbricate macine in pietra per la macinatura del grano ,si producevano utensili di terracotta,si creavano oggetti in bronzo di finissima fattura, oggetti per la pesca, attraverso l’antica via Latina, si erano sviluppate relazioni di scambio e commercio con le città del  Lazio, della Campania e dell’Abruzzo.

In seguito, da questo villaggio un gruppo di abitanti si spostò ad ovest, sulla parte alta del cratere, dove si  esercitò verosimilmente l’attività della pastorizia. Nel frattempo ad Ardea, a pochi chilometri di distanza sbarcava Enea, innestando la civiltà greca a quella latina. I due popoli si fusero e fondarono Albalonga. L’attitudine agli scambi e al commercio degli abitanti favorì accordi di collaborazione con le altre città vicine, e venne creato un accordo di difesa comune prima con 30 città situate proprio sui Colli Albani, che poi si estese con la ‘’Lega Latina’’ fino a 100 città. Da Albalonga lo sguardo andava dal Circeo fino a Civitavecchia, sul mare e le isole pontine, e ad Est fino alle montagne dell’Abruzzo.

Albalonga  era la città dominante, e , avendo scelto di vivere in pace con le città alleate, una volta all’anno, durante le ‘’feriae latinae”,  sul Mons Albanus, l’attuale Monte Cavo, in un tempio dedicato a Giove, tutti i rappresentanti delle città, sottoponevano i loro problemi sorti durante l’anno al sacerdote-giudice, che dirimeva le cause secondo giustizia. Da questa pratica durata per un lungo periodo, scaturirono norme e comportamenti che furono alla base del diritto romano.

La lingusalumi san roccoa latina e queste norme di diritto furono il  patrimonio che Albalonga diede alla nascente Città di Roma, nel 765 a.c. Per molti anni, Albalonga rappresentò per Roma un riferimento di indirizzo politico, economico, comportamentale, ma alla fine venne distrutta proprio dai romani perché essa non fu capace di riconoscere la potenza che ormai Roma aveva raggiunto.

Nel  I^ secolo d.C. Domiziano costruì ed elesse a sua residenza ufficiale una grande villa. Qui fece costruire tra l’altro un teatro e un criptoportico, ancora visibili nelle ville pontificie: si dice che la  costruzione della Villa si realizzò nello stesso luogo dove sorse Albalonga, sulla cui acropoli è ubicata dal 1500 la residenza estiva del papa.

Il Villaggio delle macine, Albalonga(ora Castelgandolfo ), Mons Albanus (Monte Cavo), Ardea, sono in un raggio di 15 Km,

Qui tutto è iniziato, ma non ancora finito.


 


 


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Selezione di salumi San Rocco